Strade del vino tutte da scoprire

Come anticipato nel precedente focus sullo stesso argomento, l’Italia conta 150 strade del vino, solo alcune delle quali sono molto note.

Coerentemente con quanto già raccolto in questo sito, abbiamo cercato di evidenziare quelle meno famose e che possono realmente aiutare a scoprire storia e cultura di quelle località italiane che meriterebbero più visibilità ma sono lontane dai consueti percorsi turistici.

Esplorare, oltre l’ovvio

  • Strada del Vino Colline Teatine: ben cinquanta chilometri che, in Abruzzo, coprono dalla costa al Parco Nazionale della Maiella, passando da Francavilla, Ortona, e borghi più piccoli e caratteristici come Pretoro o Crecchio, fra assaggi di Montepulciano o Trebbiano.
  • Strada del Terrano: in Friuli non c’è solo il Collio! La provincia di Trieste è stata promotrice di questo particolare percorso in piena zona carsica, spettacolare per gli scenari drammatici e quindi particolarmente gradito non solo ai golosi ma anche agli amanti della fotografia.
  • Strada del Primitivo: non potevamo non dare la giusta risonanza al percorso che dà il nome a queste pagine! Questa strada tocca la costa ionica attraversando, com’è ovvio che sia, Manduria, ma anche paesi più piccoli e fuori dalle rotte turistiche come Leporano, in passato un importante centro dell’antica Roma.
  • Strada del Carignano del Sulcis: cambiano i gusti, e quello che una volta era semplicemente un vino da taglio, usato per allungarne altri, ha ora dignità e personalità proprie. Una maniera per scoprire una zona della Sardegna diversa da quella più turistica.
  • Il Tracciolino: un nome curioso per questa strada del vino che abbraccia parte delle province di Frosinone e Latina, normalmente protagoniste di un’accesa rivalità. Questo percorso copre quasi 30 tra borghi e comuni più grandi, e anche i vini rappresentati sono diverse decine.
  • Strada del vino della Val di Mazara: la Sicilia è la patria di Marsala, Catarratto o Inzolia, certo, ma questo specifico territorio ospita anche Damaschino e Pignatello, meno famosi ma meritevoli di un assaggio mentre si visitano località come Petrosino o Campobello.