Turisti alla scoperta dell’enogastronomia? Leggete qui

Se i suggerimenti del precedente focus sugli itinerari enogastronomici più particolari d’Italia vi hanno incuriosito, troverete che anche questo nuovo approfondimento ha suggestioni ulteriori, alternative per continuare a scoprire le tipicità dell’enogastronomia italiana lontano dai percorsi più noti.

Lungo la strada del vino dell’Alto Adige

Ecco un tour diverso dal solito, perché si può costruire da sé (a patto di programmare le visite alle cantine che interessano, senza fare improvvisate che non sarebbero gradite!): l’unica precauzione, vista l’unicità del percorso fra il collinare e l’alpino, è quella di lasciare borse e valigie presso un Deposito bagagli, una scelta quasi obbligata se si decide di dedicare a questo percorso più di un giorno.

Fra tutti i nostri suggerimenti, di sicuro è il più economico! Infatti basta una visita in una salumeria ben fornita per costruirsi la merenda tirolese: speck, ovviamente, ma anche pane di segale e un formaggio d’alpeggio, che accompagnerà l’assaggio dei vini di questo percorso, uno dei più antichi d’Italia, che passa per le vigne che ci regalano il Gewürztraminer o il Lagrein.

Ghiottonerie rossiniane fra Pesaro e Urbino

Anche in questo caso ci sono diverse guide turistiche che offrono lo stesso tour, con minime variazioni: la distanza fra le due città marchigiane è davvero minima. Nella prima si percorrono le orme del grande compositore-chef, assaggiando alcune delle specialità da lui inventate e tramandate nei secoli (la pizza Rossini, con la maionese, è… facoltativa!).

Saliti a Urbino, si possono fare scorpacciate di crescia sfogliata, la piadina all’uovo che è caratteristica del luogo, oltre che la casciotta e i passatelli. Il vino del percorso è, in entrambi i casi, il Colli Pesaresi.

I pastori, i primi gourmet

Baino.it propone ben cinque giorni in Abruzzo, con una quota che comprende anche il soggiorno in hotel in alcuni dei borghi più caratteristici dell’omonimo Parco Nazionale: il cibo è semplice e ispirato alla cucina rurale della regione, spesso frutto di invenzioni di pastori e pescatori della zona.